Sesso e milioni. Onlyfans è una slot machine che sputa soldi senza mai fermarsi. Negli ultimi sei anni ha distribuito oltre 1,6 miliardi di dividendi al suo proprietario, l’imprenditore ucraino naturalizzato statunitense Leonid Radvinsky, l’uomo dalle mani d’oro. La sua sembrava una corsa inarrestabile ma una malattia incurabile lo ha drammaticamente fermato. Radvinsky è morto a soli 43 anni a causa di un tumore che lo ha aggredito e non gli ha lasciato scampo.
«È con grande tristezza che annunciamo la scomparsa di Leo Radvinsky. Leo si è spento serenamente dopo una lunga battaglia contro il cancro», ha dichiarato un portavoce di OnlyFans. «La sua famiglia ha chiesto che venga rispettata la propria privacy in questo momento difficile».
Per capire cosa è oggi Onlyfans conviene ascoltare “Comprami”, un podcast in otto episodi, prodotto dal Sole 24 Ore, scritto da Daniele Vaschi e Andrea Franceschi. Il podcast è un’immersione nel fenomeno controverso ma dall’apparenza inarrestabile di Onlyfans.
L’acquisto
Attraverso la società londinese Fenix International Limited, Radvinsky era diventato proprietario di Onlyfans nel 2018, quando aveva acquistato il gruppo dai fondatori Guy Stokely e Timothy Stokely (rispettivamente padre e figlio). Nel corso degli ultimi anni si era parlato di una possibile vendita del sito, l’ultima volta ad agosto 2025, quando il Financial Times aveva riferito di un possibile acquisto da parte dei magnati britannici Simon e David Reuben.
OnlyFans è un social network che permette ai professionisti dell’intrattenimento per adulti ma anche ad artisti e performer in settori slegati dal sesso, di guadagnare soldi grazie ai loro video. I creatori di contenuti (i “creators”) aprono un account attraverso la piattaforma e chiedono agli spettatori dei loro video (i “fans”) di pagare un abbonamento. I performer incassano l’80% di quei soldi mentre il 20% va a Onlyfans. Durante la pandemia, con le produzioni sospese e centinaia di milioni di persone bloccate in casa, gli affari di OnlyFans erano esplosi.
Nel 2019 i performer che utilizzavano la piattaforma erano solo 348mila. Nel 2024 erano balzati a 4.634.000. Gli utenti del sito (i “fan”) sono esplosi da 13,4 milioni a 377.456.000 in tutto il mondo.

L’ultimo bilancio della Fenix International Limited è stato chiuso a novembre 2024. Il fatturato ha superato la cifra di 1,4 miliardi di dollari e l’utile netto ha raggiunto i 684 milioni di dollari.
La progressione dei dividendi incamerati è impressionante. Il 21 novembre 2018, Radvinsky acquista il 100% della società. Non si conosce la cifra pagata per rilevare Onlyfans ma il primo dividendo arriva nel 2020: sono 20 milioni di dollari. La pandemia fa però balzare tutte le cifre. I dividendi prendono il volo. Nel 2021 sono già a 284,1 milioni di dollari, nel 2022 salgono ancora a 338 milioni, poi a 472 milioni nel 2023 e a 497 nel 2024. Onlyfans è una gallina dalle uova d’oro.

Chi era Radvinsky
Ma chi era Leo Radvisky? Profilo sempre basso, di lui non si conosceva molto. Nel suo sito, leoradvinsky.com, spiegava di essere un «architetto di società di software, angel investor e sostenitore di software open source. Cerco – aggiungeva – di aiutare a creare strumenti che consentano alle persone di possedere e controllare la propria identità digitale».
E ancora: «Lavoro con team di talento di imprenditori e ingegneri di tutto il mondo che stanno costruendo la prossima generazione di applicazioni e servizi Internet. Ho trascorso gli ultimi due decenni costruendo società di software e contribuendo al movimento open source. Ho una laurea in Economia presso la Northwestern University e attualmente vivo nella soleggiata Florida». Nient’altro. Solo una piccola immagine di se stesso.
Attraverso la sua società di venture capital Leo.com, nel 2018 aveva investito in Plenoma, una software company che aveva sviluppato una piattaforma di social network. Finanziava la società israeliana Anywhere Software per lo sviluppo del progetto B4X ed era tra gli azionisti di Vertiport, un eliporto nel centro di Chicago. Aveva finanziato anche Elisir, una società che sviluppava un linguaggio di programmazione per social network.
Sul sito leo.com si descriveva così: «Leo Radvinsky è un economista di formazione e un imprenditore di mestiere. Fondatore e investitore strategico di molteplici colossi online. Evangelista di elisir. Difensore dell’open source. Leo Radvinsky è un affermato architetto aziendale, angel investor, filantropo e sostenitore del software open source».
Emigrato in Illinois con la famiglia proveniente da Odessa quando era ancora piccolo, Radvinsky aveva iniziato a molto presto occuparsi del mondo di internet. La società con la quale aveva mosso i primi passi si chiamava Cybertania. Era stata registrata a Glenview, un sobborgo di Chicago, nel 1999, quando il futuro proprietario di Onlyfans aveva solo 17 anni. Per questo, forse, nei documenti ufficiali compariva solo il nome della madre, Anna Radvinsky.
Secondo la testata investigativa Forensic News, la società aveva cominciato presto ad acquistare nomi di domini internet legati alla pornografia. Centinaia nel corso di 15 anni. È a questo punto che Radvinsky aveva lanciato MyFreeCams, un sito di webcam dal vivo in cui le modelle compivano atti sessuali espliciti e davano spettacoli privati agli utenti.
Radvinsky aveva cercato di affrancare Onlyfans dal porno, annunciando ad agosto 2021 che la società avrebbe eliminato i contenuti sessualmente espliciti. Dopo una settimana di proteste da parte dei “creator”, aveva però fatto marcia indietro.
Sotto la sua direzione, Onlyfans ha raggiunto un valore di 5,5 miliardi di dollari, secondo l’agenzia di stampa Reuters. Sì vedrà adesso chi la comprerà.





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