Make Juventus Great Again, rendi di nuovo grande la Juventus. La partita di Tether per conquistare un posto di primo piano nel grande calcio è appena iniziata. Ma intanto la stablecoin più diffusa del mondo, che negli ultimi mesi ha raggranellato un cospicuo pacchetto di titoli della Juventus, ha pensato di registrare il marchio MJGA – Make Juventus Great Again -, che richiama l’acronimo utilizzato da Donald Trump per vincere due campagne elettorali negli Stati Uniti e che – chissà quando – vedremo impresso su cappellini e magliette dei tifosi della Juve.

Se John Elkann non sembra avere nessuna intenzione di vendere il club allenato da Luciano Spalletti e legato alla famiglia Agnelli da oltre cento anni, dall’altra parte del campo Giancarlo Devasini, Paolo Ardoino e Ludovicus Van der Velde, ideatori e proprietari della criptovaluta, sembrano decisi a pesare sempre di più nell’azionariato.

Giancarlo Devasini, Paolo Ardoino e Ludovicus Van der Velde

All’ultima assemblea dei soci della Juventus, Tether si è presentata con un blocco di azioni dell’11,5% del club bianconero. La maggioranza dei titoli è saldamente nelle mani di Exor e sarà dunque impossibile per Tether ottenerne il controllo senza un accordo con gli Elkann. Ma se ciò dovesse un giorno accadere, l’acquisto sarebbe di per sé clamoroso perché la Juventus diventerebbe la prima big del calcio europeo a essere controllata da una società salvadoregna. Tether, infatti, è a tutti gli effetti un gruppo di El Salvador.

L’arrivo a San Salvador

Tutto inizia circa un anno fa. Tra il gennaio 2024 e la fine del 2025 Devasini, Ardoino e Van der Velde trasferiscono in massa le società della galassia Tether dalle Isole vergini britanniche a El Salvador. Oltre 20 entità vengono registrate a San Salvador, capitale del paese centroamericano diventato una mecca delle criptovalute per decisione di Nayib Bukele, il presidente dal pugno forte e alleato di Trump, che ha voluto una serie di leggi per rendere El Salvador il paese più attrattivo al mondo per le monete virtuali.

Le tre sedi legali delle società del gruppo Tether a San Salvador

I bilanci del gruppo Tether non sono pubblici e i report diffusi non sono certificati ma solo attestati dalla società di revisione Bdo. Quindi è difficile analizzare con certezza cifre e consistenze del patrimonio di Tether ma tre edifici nel centro di San Salvador custodiscono le carte e i documenti delle società di Devasini, Ardoino e Van der Velde. Il più importante, almeno all’inizio di questa storia, è stato l’Edificio Torre Futura, dove all’11° piano l’avvocato-notaio Jose Daniel Julio Martinez Martinez guida il team legale di Dentons, una law firm multinazionale, prima al mondo per numero di avvocati e sesta per fatturato, con sedi a Pechino, Londra, Washington e 183 uffici in 73 Paesi del mondo.

Daniel Martinez è l’uomo che il 21 gennaio 2025 registra la Tether Holdings, ovvero la capogruppo dell’impero di Devasini, Ardoini e Van der Velde, fino ad allora domiciliata nelle Isole vergini britanniche. Tether Holdings controlla insieme a Tether Operations la Tether International, cioè la società che emette direttamente i tolken della stablecoin. Sono queste tre entità che governano l’impero multimiliardario del gruppo Tether, che nel 2024 ha registrato un utile netto di 13 miliardi di dollari con un patrimonio di oltre 20 miliardi.

Make Juventus Great Again

Ma torniamo al 21 gennaio 2025. Quel giorno – secondo quanto risulta dai documenti custoditi in Salvador – davanti al Dipartimento di registrazione delle imprese del Registro commerciale salvadoregno si presenta lo staff legale di Dentons quasi al completo. C’è il capo, Daniel Martinez, e ci sono i suoi colleghi David Aguilar e Ricardo Milla accompagnati da Paolo Ardoino. I quattro si spartiscono la registrazione delle nove società che vengono immatricolare in Salvador quel giorno.

Martinez registra la più importante nella sua veste di procuratore. È la Tether Holdings, la società che sta in cima a tutto e che – secondo lo statuto – si occupa della “gestione di piattaforme digitali per l’emissione, la custodia e lo scambio di tutti i tipi di asset digitali”. Il suo patrimonio dichiarato quel giorno ammonta a 96,8 milioni di dollari.

Le società al vertice del gruppo Tether

La Tether Operations, altra entità che sta in cima alla struttura societaria del gruppo, viene invece registrata da un altro avvocato di Dentons, Ricardo Milla, anche lui in veste di procuratore. La Tether Operations nonostante un capitale di appena 2.000 dollari è una società importantissima all’interno del gruppo. Controlla i marchi della multinazionale di Devasini, Ardoino e Van der Velde. In tutto sono 51. Si va dal marchio Tether in tutte le sue forme e raffigurazioni, al marchio Usdt in tutte le sue varianti oppure Gbpt o Ausdt. E ancora: Alloy by Tether, il marchio Proof of the Steak, Unstoppable Togheter, Eurt, Forge by Tether, OpenEvo, Hadron by Tether, solo per citarne alcuni.

Il marchio registrato

Ma il marchio più curioso è quello presentato il 14 marzo 2025 e accettato ufficialmente dall’organismo dei brevetti europeo il 2 luglio dello stesso anno. Si tratta di quattro lettere a caratteri maiuscolo: MJGA. Cosa vuol dire? Anche se nei documenti depositati non c’è nessun riferimento alla Juventus, l’acronimo dovrebbe significare “Make Juventus Great Again. La frase compare in un comunicato che Tether ha diffuso il 16 ottobre 2025 per annunciare i propri candidati al consiglio di amministrazione della società bianconera: “Come affermato in più occasioni, Tether si impegna a diventare una forza positiva di cambiamento all’interno del Club, un’ambizione racchiusa nel nostro principio guida: Make Juventus Great Again”.

La registrazione del marchio MJGA

Il candidato che la stablecoin ha eletto nel Cda della Juve è Francesco Garino, un medico specializzato in ortognatodonzia, una branca dell’odontoiatria che si occupa in particolare delle anomalie dento-facciali. Ma secondo Bloomberg il rappresentante di Devasini, Ardoini e Van der Velde avrebbe dovuto essere il politico e imprenditore uruguaiano Juan Sartori, co-proprietario del Sunderland in Premier League e vicepresidente del Monaco calcio a Montecarlo. Sartori è diventato numero due della squadra monegasca dopo aver sposato Ekaterina Rybolovleva, figlia del miliardario russo Dmitry Rybolovlev, proprietario del Monaco e uomo molto influente nel Principato dei Grimaldi.

Purtroppo, però, come scrive Calcio e Finanza, testata giornalistica italiana online dedicata agli aspetti economici e finanziari del calcio e dello sport, le interlocuzioni con la Uefa hanno portato Sartori a ritenere che non potesse sedere contemporaneamente nei board di Monaco e Juventus, dal momento che entrambe partecipano alla Champions League e le norme vietano sovrapposizioni tra dirigenti di club impegnati nella stessa competizione.

Van der Velde e Devasini

Ritorniamo però ancora un volta in Salvador. Quel 21 gennaio 2025 un altro legale di Dentons, David Aguilar, registra la Tether International, la terza tra le più importanti entità del gruppo, quella – lo ricordiamo – che emette i token. Ardoino, invece, nella sua qualità di rappresentate legale, registra tra le altre Tether Hadron e Tether Infrastructure.

La corsa alla registrazione delle società del gruppo in Salvador, trasferendole dalle Isole vergini britanniche, è però cominciata esattamente un anno prima di quel 21 gennaio 2025. Sì, perché il gruppo Tether sbarca per la prima volta nel paese centroamericano il 21 gennaio 2024. Chissà perchè sempre il 21 gennaio. È Ludovicus Jan Van der Velde a occuparsene in prima persona. Immatricola la Tether Holdings El Salvador e visto che c’è, nei giorni successivi registra altre tre società. Poi un’altra alla fine dell’anno, sempre in qualità di rappresentate legale. E non si ferma. Registra anche Moon Gold El Salvador e Moon Gold NA, tutte con sede nell’Edificio Torre Futura, negli uffici di Dentons, e poi la Bitfinex Derivatives.

Le ultime società nate poche settimane fa hanno una sede legale diversa dalle prime, nel grattacielo di vetro Presidente Plaza e in una palazzina dai colori bianco e rosso pompeiano dove ci sono gli uffici di un altro studio legale. In questi casi sono stati lo stesso Giancarlo Devasini e Omar Rossi, indicato come rappresentate legale di Tether Genesis, a firmare la registrazione.

La torre Presidente Plaza è diventata nel frattempo il quartier generale di Tether Holdings e di Tether Investments.

I tre miliardari

Nel giro di pochi anni, Devasini, Ardoino e Van der Velde hanno scalato la classifica di Forbes degli uomini più ricchi del mondo.

Il patrimonio di Devasini ha raggiunto i 22,4 miliardi di dollari nel 2025. L’anno precedente era di 9,2 miliardi. Il balzo è stato vertiginoso, tanto da portare il fondatore di Tether al terzo posto tra gli italiani più ricchi del mondo. Secondo un documento della Sec statunitense del 2 luglio 2025, Devasini controlla più del 50% dei diritti di voto della capogruppo Tether Holdings. Insomma, è lui a comandare.

Secondo i documenti di tre società che Devasini possiede nel dipartimento delle Alpi marittime, in Francia, il fondatore di Tether risiedeva fino al 2023 a Lugano, poi avrebbe spostato la sua residenza a Roquebrune-Cap Martin, probabilmente nello stesso indirizzo dove sono registrate le sue tre società. Si tratta di una villa sul mare costruita nel 2007 dall’architetta italiana Mia Buzzi con la collaborazione del francese Jean-Pierre Zironi. Una delle tre società, la C1028, gestisce un fast food a Roquebrune-Cap Martine. Anche la seconda, la Capacabanon, è attiva nel settore della ristorazione: gestisce il ristorante Le Cabanon, sulla spiaggia di Buse sempre a Roquebrune. La terza società, la Icacabanon, è invece attiva nel settore immobiliare.

Una parete di pietre, legno e siepi protegge dalla vista la villa di Roquebrune-Cap Martin dove sono registrate le società francesi di Devasini, a otto chilometri di strada da Montecarlo. Sul portoncino in legno campeggia il numero 87, accanto alla saracinesca grigia del garage. La costruzione ha una invidiabile vista panoramica sulla Costa Azzurra.

Quanto a Paolo Ardoino, Ceo di Tether e Cto di Bitfinex, il suo patrimonio si aggira intorno ai 9,5 miliardi di dollari, in forte crescita rispetto ai 3,9 miliardi del 2024. Nel 2023 aveva dichiarato di aver preso la residenza a Lugano ma oggi non si sa se nel frattempo l’abbia conservata.  Secondo Forbes, Ardoino possiede il 20% del gruppo. La stessa percentuale è attribuita a Van der Velde, anche lui con un patrimonio di 9,5 miliardi di dollari.

Exor ha registrato nel 2024 utili per 14,6 miliardi di euro con un valore netto degli attivi di 38,2 miliardi. Tether, invece, ha prodotto utili netti per 30 miliardi di dollari negli ultimi tre anni, secondo l’analisi di Fabio Pavesi su Milano Finanza, e ha emesso valuta cripto per 181 miliardi di dollari. Numeri alti e in crescita, anche se i bilanci delle società del gruppo non sono certificati.

È uno scontro tra big, quello tra Elkann e i tre miliardari capeggiati da Devasini. Chissà se l’ex chirurgo estetico riuscirà nell’impresa sintetizzata dallo slogan Make Juventus Great Again. Ma nell’attesa – perché non si sa mai – si è assicurato il diritto di stampare la parola MJGA su valigie, borse, portafogli, capi di abbigliamento, cappelli, attrezzature sportive, giochi, giocattoli e balocchi. Tutto per i tifosi della Juventus.

Una replica a “Tether, ecco la rete in Salvador della cripto che vuole conquistare la Juventus (e ha registrato il marchio MJGA)”

  1. Siete sempre i soliti comunisti invidiosi uno le societa sue le fa dove vuole, non certo in quella palude italiana di cumunisti invidiosi , e giornalisti sinistroidi invidiosi

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