Nei giorni scorsi alcuni siti hanno riportato la notizia che Jannik Sinner versa le tasse anche in Italia, generando un’interpretazione errata sulle imposte che il tennista residente a Montecarlo paga (o non paga). Dunque, facciamo un po’ di chiarezza.
Sinner ha vinto le ATP Finals di Torino e si è aggiudicato il montepremi in palio per il primo posto. Si tratta di circa 5 milioni di dollari lordi (dollari, non euro). In Italia, a tutti i premi sportivi viene applicata per legge una ritenuta alla fonte che può essere del 20% o del 30%. Nel caso di Sinner, che è considerato come tutti i tennisti un lavoratore autonomo, è del 30%. Quindi gli organizzatori del torneo hanno applicato la ritenuta detraendo immediatamente circa 1,5 milioni dollari. Sinner ha così incassato più o meno 3,5 milioni di dollari. Non ha mai visto gli 1,5 milioni di dollari che gli organizzatori hanno versato immediatamente al Fisco. Era andata così anche lo scorso anno ma pure nel 2022 e nel 2023, quando la ritenuta alla fonte era stata applicata a Novak Djokovic e nel 2021 nei confronti di Alexander Zverev.
Funziona così sempre e nei confronti di tutti. Si potrebbe dunque affermare che Novak Djokovic paga (o ha pagato) le tasse pure in Italia. Vero ma fuorviante.
Il compenso depurato
I tennisti ricevono sempre un premio già depurato dalla ritenuta alla fonte, ovunque giochino. Non in tutti i paesi però. Ce ne sono alcuni, come gli Emirati Arabi o l’Arabia Saudita dove non si pagano le imposte sul reddito delle persone fisiche. E allora, in questi casi, il premio finale va interamente nelle tasche dei campioni.
Per esempio, Sinner ha vinto 6 milioni di dollari in Arabia a ottobre 2025. Poiché nel paese non si pagano le tasse, il tennista altoatesino ha ricevuto l’interno premio. I questi casi è il paese di residenza del vincitore che dovrebbe applicare la tassazione del premio in base alle sue aliquote ma poiché Sinner risiede a Montecarlo dove le imposte sul reddito personale non esistono, la sua vincita è stata esentasse.
Se a vincere il torneo saudita fosse stato invece, per esempio, Flavio Cobolli, il giovane tennista fresco di vittoria alla Coppa Davis, che risiede in Italia, al suo ritorno in patria il Fisco gli avrebbe chiesto il 43% di quella somma, cioè 2.580.000 dollari, e nelle tasche dell’atleta sarebbero rimasti 3.420.000 dollari.
Ecco una prima differenza tra avere la residenza a Montecarlo e averla in Italia. Zero tasse per Sinner, 43% per Cobolli.
Il guadagno a Torino
Torniamo agli ATP Finals di Torino e ai 3,5 milioni vinti da Sinner. Il Principato di Monaco non chiede a Sinner ulteriori tasse ma se il torneo fosse stato vinto da Cobolli, il tennista residente in Italia avrebbe dovuto versare al Fisco italiano la differenza tra la sua aliquota Irpef marginale (il 43%) e la ritenuta l’acconto già detratta (il 30%): quindi avrebbe dovuto pagare un ulteriore 13% di quanto incassato, cioè altri 455.000 dollari. Il guadagno netto per Cobolli sarebbe stato di 3.045.000 dollari.
Ecco un’altra differenza tra avere la residenza a Montecarlo e conservarla in Italia. Per Sinner 3,5 milioni di incasso, per Cobolli poco più di 3 milioni.
Ma queste sono solo le briciole.
Le sponsorizzazioni
Il guadagno maggiore per i big del tennis non sono i premi dei tornei sportivi ma le sponsorizzazioni e le pubblicità. Questi proventi vengono tassati nel paese di residenza dell’atleta. Nel caso di Sinner è Montecarlo, quindi i suoi guadagni sono esentasse. Nel caso di Cobolli è l’Italia, quindi i ricavi vengono tassati al 43%.
Se è vero che Nike versa 15 milioni all’anno a Sinner per dieci anni, quindi 150 milioni complessivi, allora tutti i 150 milioni finiranno nelle tasche di Sinner.
Se Cobolli avesse un identico contratto di sponsorizzazione con Nike, dovrebbe versare al fisco italiano il 43% del guadagno, cioè 64,5 milioni nel decennio.
Ecco una differenza sostanziale tra avere la residenza a Montecarlo e averla conservata in Italia. Sinner 150 milioni di incasso, Cobolli 85,5 milioni.
Pensiamo ai contratti di sponsorizzazione firmati finora da Sinner – Gucci, Head, Rolex, La Roche-Posay solo per citarne alcuni – e capiremo qual è la differenza del reddito netto tra un campione che ha scelto di vivere a Montecarlo e uno che risiede in Italia.
Infine, non è vero che Sinner risiede a Montecarlo perché ha nel Principato le sue società, semmai è il contrario. Il primo atto ufficiale da cui si comprende che il tennista era residente a Monaco porta la data del 20 maggio 2020. Sinner aveva 19 anni. La sua prima società, la Foxera Holding, viene registrata più di due anni dopo, il 7 ottobre 2022. L’ultima, quella che si occupa dei suoi diritti di immagine, viene fondata nel dicembre 2024.
A Montecarlo, Sinner, Djokovic, Berrettini e tutti gli altri tennisti che vi risiedono non pagano nemmeno le tasse dei premi vinti al Monte-Carlo Rolex Masters. Infatti, nel Principato di Monaco non esiste neanche un campo da tennis e il Monte-Carlo Country Club, dove si svolgono i giochi, è in territorio francese. È il fisco di Parigi che incassa le imposte sul montepremi mente Monaco resta a mani vuote. Perché Montecarlo è un vero paradiso (fiscale).






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