Cinque investitori, quasi tutti legati a Israele, vogliono costruire un mega resort di lusso su un tratto di costa incontaminata della Puglia. Le organizzazioni ambientaliste non ci stanno e con un ricorso al Tar tentano di bloccare la realizzazione dell’investimento immobiliare davanti alla “città bianca” di Ostuni. Scoppiano feroci le polemiche, la vicenda finisce sui giornali e adesso anche la Regione Puglia vuole vederci chiaro. Ma l’operazione per il resort a cinque stelle Four Season Costa Merlata, in contrada Mogale, in provincia di Brindisi, ha già ricevuto l’autorizzazione delle strutture del Governo tramite la Zona economica speciale per il Mezzogiorno (Zes) e dunque nessuno può sapere come si concluderà la storia.

Questa è la vicenda che i giornali hanno già raccontato. Ma chi c’è dietro l’investimento da 100 milioni di euro che rischia di rendere ancora più rovente l’estate 2026 in Puglia?

I protagonisti

I personaggi al centro della storia hanno tutti tra i 43 e i 50 anni, a parte un “veterano” classe 1946. Sono nati in Gran Bretagna, in Israele e in Svizzera e hanno profondi legami familiari o di affari con il paese guidato da Benjamin Netanyahu. Negli ultimi anni hanno creato gruppi imprenditoriali che sviluppano progetti immobiliari di lusso in vari paesi (anche in Italia, sul Lago di Como, a Firenze, a Taormina, a Venezia e a Roma) e alcuni di loro sono amministratori di “charity” che si occupano della diffusione della religione ebraica ortodossa e sefardita in Gran Bretagna o che raccolgono fondi per un ospedale israeliano che cura “veterani di guerra e vittime del terrore”.

Quasi tutti, infine, posseggono o dirigono società offshore in diversi paradisi fiscali, tanto che per appurare a chi faccia fisicamente capo la società italiana proprietaria dei terreni dove dovrebbe sorgere il mega resort bisogna compiere una gimcana tra i registri delle società di paesi lontani tra loro centinaia di chilometri.

La Merletto Srl

Ma andiamo con ordine. Il centro della scena è dominato da una società romana nata nell’ottobre 2020. Si chiama Merletto Srl e per uno strano scherzo del destino ha sede in via Puccini 9 a Roma, a due passi da Villa Borghese, nello stesso edificio dove nel 1970 il marchese Camillo Casati Stampa assassinò sua moglie Anna Fallarino e il giovane Massimo Minorenti prima di suicidarsi sparandosi con lo stesso fucile. Fu uno dei primi grandi casi di cronaca nera che appassionò gli italiani – cinquant’anni prima di Garlasco – ma non c’entra nulla con questa storia. Per la cronaca, comunque, la giovane erede Casati Stampa svendette in seguito, per il tramite dell’avvocato Cesare Previti, Villa San Martino ad Arcore a Silvio Berlusconi per una cifra molto inferiore al suo valore.

La fusione

Nel 2021 la Merletto si fonde con due società edili pugliesi, la Emer Edilizia Meridionale e la Riva Splendente, che alcuni anni prima avevano presentato un progetto mai approvato di lottizzazione della costa di Ostuni. Ma già nel dicembre 2020 Emer e Riva Splendente avevano cambiato il loro vertice nominando l’israeliano Yaniv Medalsy (oggi amministratore delegato della Merletto) nella carica di amministratore unico. La società diventa così proprietaria dei terreni al centro dell’attuale progetto immobiliare a cinque stelle.

La Merletto è una società a responsabilità limitata con un capitale sociale di 10.000 euro e un attivo di oltre 15 milioni. Ha chiuso il bilancio 2025 con una perdita di 155.630 euro, in calo rispetto al rosso di oltre un milione di euro del 2024, e occupa in media cinque dipendenti. L’amministratore delegato è – come detto – Yaniv Medalsy, nato nel 1982 a Askhelon, in Israele, mentre il presidente del Consiglio di amministrazione è David Zisser, nato anche lui nel 1982 in Israele ma a Tel Aviv.

Gli azionisti

A controllare il capitale della Merletto sono cinque società, tutte straniere tranne una. Il socio di maggioranza è la lussemburghese Puglia Verde Sarl con il 48% delle azioni. Il secondo azionista è la Azzurre Capital One di Londra con il 21,25% del capitale. Poi ci sono la S4 Limited, entità dell’Isola di Man, con il 12,5%, la Corntree Limited di Gibilterra con il 16,25% e infine l’italiana Omnam Italy con il 2% delle azioni.

Ma chi c’è dietro queste società? Il verbale dell’assemblea dei soci del 30 aprile 2026, che ha approvato l’ultimo bilancio, fornisce qualche indicazione. L’azionista di maggioranza, la lussemburghese Puglia Verde, viene rappresentata in quella occasione dal presidente della Merletto, David Zisser. Azzurre Capital One da Adam Hudaly. S4 Limited da Robert Salem. Corntree Limited da Daniel Nicholas Kattan e Omnam Italy ancora da David Zisser. Sono tutti consiglieri di amministrazione della Merletto. Nel Cda siede anche Laurent Kevin Meyer, nato in Svizzera nel 1987.

Zisser, l’uomo forte

L’uomo forte della Merletto sembra essere David Zisser. Figlio di uno dei più importanti promotori immobiliari di Israele, Zisser ha fondato pochi anni fa il gruppo Omnam e sta portando avanti alcuni importanti progetti immobiliari nel settore del lusso anche in Italia, come l’Hotel Bauer a Venezia, un hotel sul Lago di Como, il Baccarat a Firenze, il W a Roma, oltre al resort Four Season in Puglia al centro delle polemiche. La parola “omnam” in ebraico significa “in verità, davvero” ed esprime i concetti di fermezza, stabilità, fedeltà e verità. Ha la stessa radice del termine “amen”, anch’esso di origine ebraica.

Dai documenti del registro delle imprese britannico, Zisser risulta proprietario del 100% della Omnam Investment Group Uk Limited, creata nel 2017, e azionista di maggioranza di Omnam Uk Limited, fondata nel 2022. In quest’ultima società, azionista di minoranza è Igal Scheinberg, classe 1973, imprenditore israeliano-canadese ma residente nell’Isola di Man e fondatore del gruppo Mohari Hospitality che, spesso insieme a Omnam, sviluppa progetti immobiliari nel settore del lusso.

Meyer, l’avvocato

Zisser possiede o è direttore anche di altre società a Cipro, in Olanda, in Francia, in Belgio e in Italia. Insieme a Philippe Paul Georges Meyer, un avvocato-tributarista-notaio-commercialista nato a Zurigo ma residente a Tel Aviv e titolare di un avviato studio a Ginevra, Zisser controllava anche la società londinese Omnam Capena Llp, sciolta nel 2024.

Meyer – che potrebbe essere parente del Laurent Kevin Meyer presente nel Cda della Merletto – è anche proprietario del 50% della Puglia Verde, la società del Lussemburgo che, come abbiamo visto, è il socio di maggioranza della stessa Merletto. L’altra metà del capitale di Puglia Verde è di una società cipriota, la Omnary Hospitality Ltd, che fa capo allo stesso Zisser ed è gestita dall’israeliano Dov Itzhak Shamir, direttore anche delle due Omnam inglesi di Zisser.

Hudaly, lo sviluppatore

Ma andiamo avanti. La seconda società azionista della Srl che possiede i terreni della marina di Ostuni, la Azzurre Capital One, è controllata per la maggioranza del capitale dalla Azzurre AH Ltd di Londra, a sua volta posseduta al 100% da Adam Hudaly. La quota di minoranza della Azzurre Capital One fa capo allo stesso Hudaly, che è quindi il beneficiario del 21,25% della Merletto.

Nato nel 1973 in Gran Bretagna, Hudaly è figlio di David Nathan Hudaly, un imprenditore che aveva sviluppato in Inghilterra un gruppo di società nel settore della sanità.

Il nome di Hudaly – anche lui come Zisser investitore negli immobili di lusso – è indicato in 55 società britanniche, in gran parte oggi sciolte, come azionista o direttore.

Salem, il trustee

Di Robert David Salem, che rappresenta la società S4 Limited dell’Isola di Man, titolare di un pacchetto del 12,5% della Merletto, non è possibile ricostruire molto. È nato nel Regno Unito nel 1978 e il suo nome figura in una decina di società londinesi, alcune di queste controllate dalla S4 Limited.

Salem ricopre anche il ruolo di fiduciario di una charity inglese, la Hampstead Sephardi Community, che ha come obiettivo la promozione della comunità ebrea sefardita nell’area del north-west di Londra. Nel 2025 la charity ha ricevuto donazioni per 130.000 sterline.

Kattan e gli ortodossi

Anche il nome di Daniel Nicholas Kattan, rappresentante della Corntree Limited di Gibilterra (che possiede il 16,25% della Merletto), è legato a una quarantina di società nel Regno Unito, tra cui una con un appellativo originale: D Zoff Limited, che ricorda il nome del campione del mondo di calcio del 1982, Dino Zoff.

Kattan è attivo nella diffusione della fede ortodossa ebraica e dell’educazione religiosa. È infatti amministratore della Halev Limited, una charity londinese che si riconosce nel movimento ortodosso Chabad-Lubavitch. L’organizzazione si rivolge soprattutto ai ragazzi (anche non ebrei) organizzando campi estivi e lezioni. Tra i corsi introdotti nel 2024 c’è quello dal titolo “Come Israele vince – La visione Lubavitcher Rebbe per una pace duratura”.  Il Lubavitcher Rebbe (Rabbi Menachem Mendel Schneerson) è stato il settimo e ultimo leader della dinastia chassidica Chabad-Lubavitch. È ampiamente riconosciuto come una delle guide spirituali ebraiche più influenti del ventesimo secolo.

Un altro corso si intitola “Consigli per la vita – La guida di Lubavitcher Rebbe per una vita con uno scopo”.  La charity sottolinea come gli insegnamenti di Lubavitcher Rebbe siano stati seguiti, tra gli altri, da uomini come Begin, Shamir, Sharon e Netanyahu.

L’ospedale per veterani

Ma non c’è solo questa attività nella vita di Kattan. Il manager-imprenditore è anche trustee di un’altra charity. È la Beit Halochem Uk, che raccoglie fondi destinati al Beit Halochem Rehabilitation Center in Israele, un ospedale per i veterani di guerra e le vittime del terrore. L’istituzione è stata fondata nel 1949, dopo (così specifica la relazione al bilancio depositato a Londra) “la guerra per l’indipendenza di Israele”. Ha sedi a Gerusalemme, Tel Aviv, Haifa e Beer Sheva. Un nuovo centro che ha aperto quest’anno potrà accogliere oltre 6.500 veterani ed è stato ufficialmente designato dal ministro della Difesa israeliano come Centro nazionale d’Israele sui disturbi post-traumatici da stress.

Nel periodo 2024-2025 la charity è riuscita a raccogliere 4,6 milioni di sterline mentre altri 1,6 milioni sono stati inviati direttamente in Israele dai sostenitori dell’organizzazione. Nel corso di una sola cena al Dorchester Hotel di Londra sono stati raccolti due milioni di sterline. Di questo i trustee della charity, naturalmente, se ne compiacciono.

Il resort Costa Merlata al centro delle polemiche in Puglia disporrà (se verrà realizzato) di 150 camere, di cui 29 residenze a marchio Four Seasons, piscine, bar sulla spiaggia, spa e centro fitness. Non sarà difficile, per i cinque promotori dell’iniziativa, trovare i clienti che pagheranno i lussuosi soggiorni sul mare di Ostuni.

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