È una Ferrero a trazione lussemburghese quella che emerge dal primo Country-by-country reporting diffuso dalla multinazionale dolciaria guidata da Giovanni Ferrero. Ma questo quadro non sorprende, dal momento che il gruppo è ormai stabilmente insediato nel Granducato e il flussi dei soldi generati in tutto il mondo finisce per arrivare inevitabilmente qui.
Nei giorni scorsi la 3F’s Holding, ovvero la società che custodisce la partecipazione di maggioranza di Giovanni Ferrero nella cassaforte di famiglia Schenkenberg e, a cascata, nella Ferrero International, ha diffuso la prima rendicontazione pubblica paese per paese delle attività della multinazionale sulla base del bilancio consolidato 2005.

È una radiografia che consente di capire quali sono i paesi più importanti per la società che continua a inanellare anno dopo anno continui record di crescita.
Il Lussemburgo – dove ha sede la capogruppo della Ferrero – svetta come il primo paese per quantità di ricavi (poco più di 14 miliardi di euro, visto che tutto il fatturato mondiale arriva nei bilanci delle società lussemburghesi), utili prima delle tasse (814,5 milioni), utili accumulati (7,5 miliardi) e imposta sul reddito societario maturata durante l’anno (164,6 milioni). Il Granducato scivola al quinto posto solo nella classifica dell’imposta sul reddito pagata e al sesto posto per numero di dipendenti (quasi 1.700).

La seconda posizione nella classifica dei paesi che più incidono nel bilancio della Ferrero è contesa di volta in volta da Italia e Germania.
L’Italia è il paese dove – dopo il Lussemburgo – si generano più utili prima delle tasse (405,2 milioni di euro), più utili accumulati (871,2 milioni) e si pagano più imposte sul reddito versate sulla base della cassa (91,2 milioni) mentre per le imposte maturate nell’anno corrente (111,6 milioni) l’Italia passa in terza posizione. Il nostro paese conquista invece la prima posizione nella classifica dei dipendenti. Sono 8.998. Ma forse non poteva che essere così, visto che la Ferrero è nata in Italia e in Italia conserva le sue radici anche dopo il trasferimento della capogruppo in Lussemburgo.

La Germania, invece, è al secondo posto per ricavi, imposta sul reddito societario maturata nell’anno e numero di dipendenti.
Una posizione importante ce l’ha stranamente anche la Russia, al settimo posto nella classifica dei ricavi e in posizioni più alte nelle graduatorie degli utili e delle imposte pagate.

Altri paesi importanti per la Ferrero sono Francia, Turchia, Belgio, Polonia, Spagna, Ungheria e Romania.
Belgio, Danimarca e Spagna registrano perdite prima delle tasse, per effetto probabilmente degli assestamenti della parte industriale che fa capo alla holding belga CTH Invest, le cui acquisizioni hanno bisogno di tempo per produrre utili.

Il gruppo controllato dalla 3F’s Holding (posseduta al 100% da Giovanni Ferrero) è soggetto ai requisiti pubblici di Country-by-country reporting in vari paesi dell’Unione europea, secondo quanto stabilito dalla Direttiva Ue 2021/2101 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 24 novembre 2021 che modifica la Direttiva 2013/34/Ue, riguardo la divulgazione delle informazioni fiscali sul reddito da parte di alcune imprese e rami. Tutto ciò è previsto anche dalla legge lussemburghese del 15 agosto 2023 che applica la Direttiva Ue, poiché l’entità madre ultima del gruppo Ferrero è costituita in Lussemburgo.
La catena di controllo della multinazionale dolciaria nata ad Alba, in Italia, parte da Giovanni Ferrero, che possiede la SF’s Holding in Lussemburgo. Quest’ultima controlla circa il 75% della holding Schenkenberg, cui fa capo la Ferrero International. Una partita che si gioca tutta in Lussemburgo.






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