Leonardo Maria Del Vecchio ha creato i suoi bracci operativi in Lussemburgo, probabilmente in previsione dell’operazione che dovrebbe consentirgli di rilevare le quote dei fratelli Paola e Luca nella holding Delfin. Il 13 luglio, davanti al notaio Jacques Castel, a Capellen, una cittadina a 12 chilometri dalla capitale del Granducato, il quarto figlio di Leonardo Del Vecchio ed erede del 12,5% della holding lussemburghese Delfin, ha fondato la LMDV Fin, una società a responsabilità limitata con un capitale sociale di 100.000 euro, omonima della LMDV Fin costituita a Milano solo tre mesi prima, il 15 aprile 2026.
Gli amministratori della LMDV Fin nel Granducato sono Gabriele Benedetto (che ricopre anche il ruolo di presidente del Cda), Gaia Dal Pozzo e Laurent Schaaff, un esperto contabile belga che lavora in Lussemburgo presso la W-Conseil, una società specializzata nella gestione patrimoniale, strutturazione degli investimenti, servizi societari e fiduciari, costituzione di imprese, consulenza fiscale e vari servizi per piccole e medie imprese, individui con patrimoni elevati, famiglie e investitori istituzionali. Nel 2016 il nome della W-Conseil – come del resto i nominativi di numerose altre società del Granducato – era finito nei Panama Papers.
Undici giorni dopo la costituzione del braccio lussemburghese, Leonardo Maria Del Vecchio ha cambiato la governance della LMDV Fin italiana istituendo un Consiglio di amministrazione composto da tre membri. Lo stesso erede Del Vecchio come presidente, affiancato da Gabriele Benedetto e da Gaia Dal Pozzo.
L’oggetto sociale della nuova società lussemburghese è l’acquisizione di partecipazioni, in Lussemburgo o all’estero, in qualsiasi società o impresa di qualsiasi forma. La società può anche acquisire – mediante sottoscrizione, acquisto, scambio o in qualsiasi altro modo – azioni, quote e altri titoli di partecipazione, obbligazioni, titoli di debito, certificati di deposito e altri strumenti di debito e più in generale qualsiasi titolo e strumento finanziario emesso da qualsiasi ente pubblico o qualsiasi altro ente privato. Può partecipare alla costituzione, allo sviluppo, alla gestione e al controllo di qualsiasi società o impresa. Può inoltre investire nell’acquisizione e nella gestione di un portafoglio di diritti di proprietà intellettuale di qualsiasi natura o origine.
Il secondo veicolo
Il 20 luglio, esattamente una settimana dopo la nascita del primo veicolo lussemburghese, davanti allo stesso notaio, la LMDV Fin ha costituito una controllata al 100% con il nome di LMDV Fin 2. Anche quest’ultima società ha un capitale di 100.000 euro ed è amministrata dagli stessi dirigenti della controllante. Persino l’oggetto sociale è uguale. La sede legale è la stessa della LMDV Fin, al medesimo indirizzo nel palazzo dove ci sono gli uffici della W-Conseil.
Nel registro delle imprese lussemburghese non ci sono altri documenti sulle due società.

Il 29 settembre la presidente del tribunale del Lussemburgo ha concesso altri sei mesi supplementari (a partire dal 30 settembre) per l’eventuale esercizio del diritto di prelazione da parte di Delfin sulle quote degli eredi. Si tratta del 12,5% a testa in mano a Leonardo Maria Del Vecchio e ai suoi due fratelli Clemente Del Vecchio e Rocco Basilico, che dovranno quindi attendere la primavera 2027 prima di poter eventualmente spostare le loro quote nelle società personali (rendendole così “bancabili”).
La decisione non ha accolto la richiesta di Leonardo Maria Del Vecchio che, attraverso i propri avvocati, aveva contestato il rinvio, chiedendo almeno di limitarlo a tre mesi. Il quartogenito del fondatore di Luxottica ha visto dunque allontanarsi nel tempo la possibilità di completare il trasferimento della partecipazione oggi intestata direttamente a lui. Un passaggio solo apparentemente formale, perché modifica le possibilità di impiego finanziario del patrimonio: le azioni Delfin non possono essere concesse in pegno, mentre possono esserlo quelle di una società che le detiene. Portare il 12,5% dentro un veicolo personale significa quindi disporre di uno strumento utilizzabile come garanzia per ottenere finanziamenti.
All’indomani della sentenza, in un post sul social network X, Leonardo Maria Del Vecchio ha manifestato il suo disappunto: “Mi hanno bloccato il trasferimento in Italia sostenendo che le banche potrebbero entrare in Delfin. Nel frattempo loro hanno già portato le loro quote e i loro capitali all’estero. E io che volevo riportare in Italia capitali per investire e fare impresa. Il Lussemburgo non ha nulla da invidiare al nostro Paese, se non il fisco. Ancora 6 mesi per tornare in patria”.
Il quarto figlio di Leonardo Del Vecchio è soltanto l’ultimo in ordine di tempo tra gli eredi ad aver costituito veicoli personali in Lussemburgo
La holding di Claudio
Claudio Del Vecchio, il primogenito nato nel 1957, possiede la CDV Holdings, una società in accomandita semplice iscritta in Lussemburgo nel 2023 ma che in realtà è stata trasferita nel Granducato dal Delaware, negli Stati Uniti, dove è stata fondata nel 2014.
CDV Holdings possiede la quota del 12,5% di Delfin e l’8,33% della società italiana Finet Srl. Claudio Del Vecchio controlla l’intero capitale della CDV Holdings. Tutte le azioni tranne una. Si tratta di una Golden share posseduta dalla Delfin e che assicura alla holding presieduta da Francesco Milleri e amministrata da Romolo Bardin (che è anche uno degli amministratori della CDV Holdings) il potere di veto sulle decisioni strategiche della CDV Holdings.
Secondo l’ultimo bilancio, relativo al 2024, la CDV Holdings possiede asset per oltre 2 miliardi di euro. L’anno si è chiuso con un passivo di 12,5 milioni di euro.
Le immobiliari di Paola Del Vecchio
Paola Del Vecchio, classe 1961, nata anch’essa dall’unione di Leonardo del Vecchio con Luciana Nervo, controlla in Lussemburgo tre società (almeno queste sono quelle emerse da un controllo nel registro lussemburghese). La prima si chiama Parsus ed è una holding fondata nel 2014. Parsus possiede una proprietà nella Repubblica Dominicana e 21 appartamenti nel complesso immobiliare “The Central” in Avenue de la Gare, nella città di Lussemburgo. In portafoglio c’è anche un contratto di leasing per l’intero immobile.
Parsus controlla anche un’altra società lussemburghese, la Green Station, che possiede altre proprietà nello stesso edificio di Avenue de la Gare. Secondo un progetto di riassetto depositato in Lussemburgo, Parsus si fonderà e confluirà a breve in un’altra società, la Nemora Sarl. C’è poi la SCI Laguna, un’altra immobiliare controllata per il 99% da Parsus e per il rimanente 1% direttamente dalla stessa Paola Del Vecchio.
Sia la società di Claudio sia quelle di Paola Del Vecchio sono amministrate da Andrea Carniello, un fiduciario lussemburghese nato nel 1983 a Feltre che – secondo MF Milano Finanza – sarebbe figlio di Paola Del Vecchio.
Le società di Luca e Rocco
In Lussemburgo anche Luca Del Vecchio, nato nel 2001 dall’unione di Leonardo Del Vecchio con Sabina Grossi, possiede una società, la Lufin, costituita nel luglio 2024 con 700.000 euro di capitale sociale. In base all’ultimo bilancio, la società possiede asset per 289.000 euro e ha chiuso il 2025 con un rosso di 169.000 euro. Tra gli amministratori della società ritroviamo Luca Carniello.
Anche Rocco Basilico, figlio del primo matrimonio di Nicoletta Zampillo ed erede di Leonardo Del Vecchio possiede la sua holding lussemburghese, la RBH, fondata nel gennaio 2025.
Andrea Carniello è anche amministratore di una società di Luciana Nervo, prima moglie di Leonardo Del Vecchio ma che non ha ereditato nulla dopo la morte del fondatore di Luxottica. Nervo, nata nel 1938, controlla la Lunem, costituita nel 2016. La società possiede quote di EssilorLuxottica e registra capitali e riserve per oltre 45,6 milioni di euro.





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